
In questo periodo, ho due libri davvero belli in lettura…
In ebook è dedicata a “Il rosso e il nero” di Stendhal, capolavoro della letteratura francese del XIX secolo. Devo confessare che, sebbene sia un titolo fondamentale che affronta temi come l’ambizione, l’ipocrisia sociale e il conflitto tra individuo e società nella Francia post-napoleonica della Restaurazione, il romanzo mi sta catturando in modo inaspettato.
L’ascesa e la caduta del giovane Julien Sorel, diviso tra la carriera militare e quella ecclesiastica, risuona con una modernità sorprendente.
Ve ne parlerò però in una recensione…
Parallelamente a Stendhal, il piacere tattile della carta mi accompagna con un genere molto diverso: un thriller mozzafiato. Sto continuando l’indagine del medico legale David Hunter in “La voce dei morti“.
Il libro mi ha portato nella tetra e suggestiva brughiera del Dartmoor. La narrazione prende una piega sempre più tesa quando il serial killer Jerome Monk, in prigione da otto anni per un caso su cui Hunter aveva lavorato, fugge, e la caccia si riapre in un turbine di violenza e verità nascoste.
Sì, Beckett è maestro nel combinare la precisione scientifica dell’anatomia forense con una tensione psicologica crescente, rendendo ogni capitolo una corsa contro il tempo.
La trama fitta, ricca di colpi di scena e focalizzata sull’investigazione più che sull’analisi patologica, mi sta tenendo incollato fino all’ultima riga.
In sintesi, un dualismo letterario stimolante: la passione analitica di Stendhal in digitale contro la tensione forense di Beckett su carta.
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